Su Ayrton le parole non sono mai banali o sprecate, per il semplice fatto che lui non era un uomo banale e per lui il tempo non andava sprecato. Parlare di Ayrton, proprio per questo, non è facile. Per me è stato, è e resterà l’uomo dalle espressioni silenti ma parlanti. Nei suoi occhi c'era tutta una vita, a tratti indecifrabile come la pista più ardua. Sguardi talvolta feroci, altre volte pieni di una emotività che, da uomo consapevole di sé, non nascondeva, lasciando scorrere lacrime che gli arrivavano dritte al cuore. Un cuore troppo altruista per un uomo che economicamente ha avuto tutto. Un cuore raro, proprio per questo. Lui, che si sentiva quasi in colpa per il solo fatto di essere nato ricco in un oceano di miseria, a quella stessa miseria desiderava restituire dignità attraverso i suoi progetti benefici. Chissà, se oggi fosse ancora tra noi, quante cose avrebbe fatto. Ayrton era il bambino sorridente dentro la sua macchina giocattolo: quell'emotiva spontaneità mista alla sua saudade tormentata, che riservava solo a chi dimostrava di aver visto l'uomo oltre il pilota e di tenere a quell'aspetto che lui stesso proteggeva con la medesima, minuziosa cura che metteva nella sua professione.
19 - 20 Settembre 2026
📍 Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola 2026